“La passione che trasmette passione”, intervista a Claudia Peroni, giudice d’onore delle selezioni Gt Talent

“La passione che trasmette passione”, intervista a Claudia Peroni, giudice d’onore delle selezioni Gt Talent

In questa nuova intervista per il pubblico di Gt Talent, la “donna dei box” Claudia Peroni ci racconta come stanno andando le selezioni Your Dream Race, la sua filosofia di motorsport e cosa cambierebbe del mondo dei motori oggi.

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Pilota di rally, giornalista sportiva, conduttrice televisiva, opinionista, ma anche ideatrice di progetti di marketing, Claudia Peroni è uno trai volti femminili più noti del motorsport. Per noi, quindi, è un grande riconoscimento, oltre che un vero e proprio piacere, averla come giudice di onore per le nostre selezioni Your Dream Race.

Nel 2015 è stata Ambassador Women per Milano Expo, tra le cento donne invitate a Women Expo come figure di spicco della letteratura, della scienza, dell’arte, dello sport, della comunicazione, come testimonianza dell’importanza di fare rete. Oggi è impegnata anche nella promozione dell’innovativo mondo della Formula E, una competizione che unisce tecnologia, sport, eccellenze e grandi marchi delle quattro ruote in eventi che attraversano le grandi capitali del mondo. In questa intervista per Gt Talent, Claudia Peroni ci racconta alcuni aspetti delle nostre selezioni e come vede oggi il mondo del motorsport.

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Nelle scorse settimane, hai fatto parte della giuria alla tappa di Pavia. Che ne pensi del circuito Tazio Nuvolari come pista per le selezioni Gt Talent?

La pista Tazio Nuvolari è sicuramente propedeutica; io trovo che sia un ottimo banco di prova per un pilota che vuole spingere e capire le proprie potenzialità. Poi c’è anche un bellissimo piazzale per fare le altre prove. Rispetto al simulatore, è stato molto apprezzato perché oramai sappiamo quanto sia fondamentale per comprendere le traiettorie e anche le misure sulle reazioni, di frenata, gli spunti, dove staccare. Credo sia una selezione completa, perfetta per trovare il pilota giusto, quello che stiamo cercando.

La pioggia come ha influenzato le selezioni e l’approccio dei piloti al circuito?

Quando si fanno le scuole di guida sicura, a volte la pista si bagna appositamente, proprio per far sì che uno impari ad avere le giuste reazioni nei fondi viscidi e scivolosi. Quindi credo sia stato un vantaggio poter guidare una Ferrari in un circuito con bagnato, con l’umido, perché comunque si tratta di esperienza in più. In questo senso, i partecipanti possono sentirsi fortunati.

Il giudice valuta e quindi trasmette anche un’idea e un modo di stare in pista ai partecipanti al talent. Qual è il messaggio più importante che cerchi di trasmettere a un giovane che rincorre il sogno di essere pilota?

Non smetterò mai di dire il mio motto, “passione che trasmette passione”. Perché è con la passione che si diventa determinanti, con la passione quella vera si trova la giusta concentrazione e anche il giusto feeling con la macchina. Naturalmente, serve anche un bel po’ di umiltà per avere l’approccio giusto e capire quindi dove bisogna migliorarsi e dove bisogna invece osare un po’ di più.

C’è qualcosa che cambieresti nel mondo del motorsport di oggi e che rimpiangi dei “vecchi tempi?

A seconda della categoria, forse cambierei certi regolamenti; cercherei di dare meno spazio all’elettronica e più al lato umano… questo in parte già si sta facendo. Perché il bello dell’automobilismo è stato quello prima di tutto. Quindi, i veri talenti devono essere esaltati a prescindere dal mezzo che guidano e magari, invece, possono essere le piste che li esaltano. Magari c’è una pista più tecnica, in cui bisogna avere un pizzico di coraggio, di pelo sullo stomaco, può esaltare ed evidenziare il talento di un pilota.

Invece, in cosa è migliorato secondo te il mondo dell’automobilismo in questi ultimi anni?

È migliorato prima di tutto dal punto di vista della sicurezza. Abbiamo visto per fortuna che ci sono molti meno incidenti mortali. Evidentemente, i crash test e i regolamenti fanno sì che l’abitacolo sia molto più sicuro in caso di incidente. Questo è quello che ha dato un po’ la svolta nel mondo del motorsport. Perché non dimentichiamo che “motorsport is dangerous” però oggi lo è un po’ meno, quindi siamo tutti più contenti.

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