Circuito di Magione: lo storico e innovativo autodromo in Umbria

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Autodromo di Magione, un punto di riferimento per i piloti del Centro Italia. 

Il circuito di Magione, conosciuto anche come autodromo Mario Umberto Borzacchini (anche conosciuto semplicemente come autodromo di Magione) nasce nel 1973, a Bacanella (Umbria), a due passi da Perugia e dal lago Trasimeno. Negli anni, la pista ha conquistato un posto di rilievo tra i migliori circuiti italiani. Il tracciato, tortuoso e innovativo, mette a dura prova anche le abilità dei piloti migliori.

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Circuito di Magione, l’autodromo "Mario Umberto Borzacchini" in provincia di Perugia 

Arrivato oramai alla soglia dei 40 anni, il Circuito intitolato al grande Mario Umberto Borzacchini, situato nel bellissimo paesaggio della valle di Bacanella, vicino al Lago di Trasimeno e a due passi dalla città Perugia, è sicuramente uno dei punti di riferimento per il mondo motoristico di tutto il Centro Italia. Inoltre, proprio per la sua centralità nella geografia della penisola, è facilmente raggiungibile da tutta Italia. Anche per questo si è ritagliato una posizione privilegiata nel mondo dell’attività agonistica e delle manifestazioni private legate alle due o alle quattro ruote.

Fare un elenco, o persino un riassunto, dei grandi nomi che hanno attraversato la pista umbra è qui impossibile, servirebbe un intero libro. Non si può non menzionare, però, la presenza sul finire degli anni ’70 del grande pilota irlandese Henry Morrogh, che decise di stabilire qui la sua famosissima scuola attratto da un impianto che si presentava già innovativo e all’avanguardia, con una struttura impeccabile sia dal punto di vista sportivo che dell’ospitalità.

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Le caratteristiche del circuito 

  • Lunghezza pista: 2.507 m
  • Larghezza pista: 11 m
  • Senso di marcia: orario
  • Numero box: 18

Le sezioni del circuito

  • Rettilineo di partenza
  • Curva Merzario
  • Curva vecchi box
  • Ingresso tornantino
  • Tornantino
  • Curva muro
  • Rettilineo del muro
  • Ingresso curvone
  • Uscita curvone
  • Curva monte Sperello
  • Curva Zampini
  • Entrata esse
  • Uscita esse

Quaranta anni di storia storia dell’Autodromo di Magione 

Era il 7 aprile del 1973 quando l’inaugurazione dell’Autodromo del Magione dava vita a quella che sarebbe diventata una vera e propria tradizione per l’universo motoristico, la Pasqua del Pilota. Fin da subito, per le caratteristiche dei suoi 1650 metri tortuosi di pista che esaltano la competizione e le qualità dei piloti, il circuito ha conquistato una rilevanza nazionale, diventando lo scenario di importantissime manifestazioni, con una tribuna in grado di ospitare fino a tremila spettatori e spettatrici.

Negli anni ’90, anche grazie agli investimenti e alla fiducia delle istituzioni locali, in primis dell’Automobile Club di Perugia, l’Autodromo riesce ad ampliare la pista, passando dagli originari 1650 agli attuali 2507 metri. Inoltre, vengono costruiti anche tutti i servizi e gli edifici che consentono di ospitare competizioni di caratura internazionali. Il paddock viene ingrandito, si costruiscono venti box e viene realizzata una moderna palazzina dei servizi, che ospita una sala stampa, una cabina di cortometraggio e la direzione gara. Insomma, il Circuito diventa un vero e proprio fiore all’occhiello del tessuto motoristico italiano.

Se dal punto di vista infrastrutturale l’Autodromo del Magione è sicuramente all’avanguardia, il grande successo di questo impianto non si spiegherebbe se a questo non si fosse aggiunta una grande attitudine innovativa dal punto di vista delle scelte propriamente sportive. Infatti, l’innovazione è sicuramente la cifra comune che lega tutte le grandi rivoluzioni che prendono qui piede. Dal “Trofeo Alfa 33” dei primi anni 2000, passando per la “25 Ore di Magione – Energy Saving Race” (che dal 2007 è la prima e unica economy run per auto di produzione in circuito), fino ad arrivare allo spettacolare stile americano della serie Euro Nascar inaugurata nel 2014.

Gli ultimi lavori, nel 2017, infine, hanno reso ancora più moderno l’impianto, con una riasfaltatura del tracciato, della pit lane e del paddock, e una ulteriore messa a punto delle infrastrutture.

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