Formula 1 e sostenibilità ambientale: “obiettivo carbon zero nel 2030”

Formula 1 e sostenibilità ambientale: “obiettivo carbon zero nel 2030”

La Formula 1 si è posta l’obiettivo del carbon net zero entro il 2030. Per arrivarci, ad oggi, la FIA si sta concentrando soprattutto sulla sperimentazione di combustibili sintetici meno inquinanti, con l’obiettivo di avere nel futuro Power Unit ibride con benzine ecologiche. Ma la sfida della sostenibilità ambientale passa anche per la gestione degli eventi e per un modello di impianti completamente ecologico.

Una Formula 1 a carbon zero nel 2030

La recente partecipazione del presidente e amministratore delegato della Formula One Group, Stefano Domenicali, a un panel organizzato da Sky sulla sostenibilità ambientale nello sport in vista della COP 26 sul clima ha riacceso i riflettori sul tema dell’impatto della Formula 1 in termini di inquinamento. Infatti, la regina delle gare automobilistiche continua ad essere vista come una competizione fortemente inquinante e i passi in avanti da fare verso la sostenibilità sono ancora giganteschi.

L’obiettivo più importante, però, è già stato fissato: arrivare al 2030 con un carbon net zero. Questo significa che tra meno di 10 anni, con l’impegno di tutti i team e dell’industria in generale, la Formula 1 sarà una competizione a zero emissioni di CO2.

D’altronde, il campionato automobilistico più importante del mondo è da sempre un laboratorio di soluzioni tecnologiche altamente innovative, in grado di innescare cambiamenti positivi lungo tutta la “filiera” dell’industria automobilistica. Per fare solamente un esempio, il sistema di recupero energetico o il sistema ibrido, che permettono di consumare una minore quantità di carburante a parità di potenza, sono soluzioni adottate e sperimentate prima in Formula 1.

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L’utilizzo di carburanti sintetici per una Formula 1 ecologica

Il processo che porterà all’obiettivo del 2030 è ovviamente graduale. Al centro, l’utilizzo di carburanti sintetici sempre più ecologici. Già a partire dal 2022, la competizione passerà all’utilizzo di un innovativo carburante E10 composto per il 90% da combustibili fossili e per il restante 10% da etanolo. Questo significa che, almeno per ora, la Formula 1 non si sta concentrando sull’elettrificazione, ma su alimentazioni che diminuiscano l’impatto ambientale. In questo senso, la Porsche ha aperto un impianto di alimentazione in Cile a emissioni zero e punta a 130 mila litri di e-fuel già nel 2022.

“Se guardiamo ai nuovi regolamenti, l’aspetto principale è aver già deciso che la Power Unit del futuro sarà un motore ibrido con l’utilizzo di benzine ecologiche. Questa è una grandissima scelta di coerenza della F1”, ha dichiarato Stefano Domenicali al panel dedicato al tema.

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Le innovazioni in campo automobilistico sono ovviamente solo un aspetto della ristrutturazione ecologica in Formula 1. Se è vero che la Formula 1 ha avuto da sempre il grande merito di essere al centro dello sviluppo tecnologico, ora gli addetti ai lavori sono ben consapevoli che non tutto si risolve in pista; gran parte della partita verso un green deal nello sport si gioca nella gestione degli eventi e del pubblico.

A partire dal divieto di plastica monouso nei paddock e tra gli spalti, passando per le 34 mila persone arrivate in bicicletta al Gran Premio in Olanda, per arrivare fino al Bahrain che ha annunciato di essere in grado di produrre tutta l’energia necessaria a ospitare la competizione con il solare, la Formula 1 si sta muovendo in maniera decisa anche in questo campo. I risultati già si vedono, ma ci sono tutti gli indizi per prevedere ulteriori grandi passi in avanti anche nei prossimi anni.

Insomma, l’argomento della sostenibilità ambientale è molto sentito anche nel mondo della Formula 1, che non solo ha grandi responsabilità, ma anche grande capacità di sensibilizzare ed essere da stimolo per tantissimi cittadini in tutto il mondo.