La giusta posizione di guida, perché un pilota si riconosce dalle basi

La giusta posizione di guida, perché un pilota si riconosce dalle basi

Assumere una corretta posizione alla guida sembra una cosa banale ma non lo è affatto. Distanza dal volante e impugnatura, posizione delle braccia e delle gambe, atteggiamento della schiena. Sono tante le variabili da controllare e non è raro che si sbagli la postura mentre si guida. Per un pilota, però, si tratta di un errore da evitare, perché può incidere negativamente sulla performance di pista.

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Quando ti metti alla guida, controlli mai con attenzione la tua posizione al volante? Probabilmente no, perché è considerata una cosa naturale, quasi un automatismo. E in parte lo è, ma solo quando si ha alle spalle la giusta esperienza. Perché, in realtà, assumere la giusta posizione di guida non è affatto una cosa scontata. E, soprattutto, è un fattore che incide molto sulla prestazione in pista. Una posizione scorretta, infatti, può costringere sforzi eccessivi, fa stancare prima e rende meno efficaci nei passaggi curvi e cruciali di un circuito. Ma quali sono le regole da tenere a mente quando ci si siede dentro un’auto? Non sono molte: posizione delle mani, delle braccia e delle gambe e postura della schiena. Vediamo insieme.

Una posizione di guida diversa per ogni tipo di auto

Prima, però, una piccola premessa. Parlare di posizione al volante, al singolare, non è proprio corretto. Sarebbe meglio utilizzare il plurale, perché la postura si adatta alla tipologia di macchina che si guida. In particolare, le auto da Formula 1 rispondono a logiche totalmente diverse rispetto alle macchine Gran Turismo. Anzi, diciamo che i campioni di Formula 1 giocano un altro campionato, anche sotto il profilo della posizione che sono costretti a tenere mentre guidano in gara. Dentro l’abitacolo, infatti, sono praticamente “sdraiati”, o quasi, perché non potrebbero fare altrimenti, vista la conformazione di quello spazio. Per loro, quindi, le regole che andremo a vedere non valgono.

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Qual è la posizione di guida corretta?

Per una posizione diguida corretta, quando si è al volante di un’automobile GT, bisogna tenere sotto controllo le mani (in particolare l’impugnatura del volante), le braccia, le gambe e la schiena. L’aspetto complessivo, diciamolo subito, deve essere di compattezza, di una postura “raccolta”.

Cominciamo dal basso, quindi dalle gambe, fondamentali perché governano freno, frizione e acceleratore. A lavorare sui pedali è bene che siano tutti i muscoli delle gambe. Ecco perché è bene tenere le gambe piegate con un angolo poco più ampio di 90°, in modo da far sì che premendo forte sul pedale del freno, il ginocchio formi un angolo e non sia completamente esteso. Per ottenere questo risultato, non bisogna allontanare troppo il sedile dal volante (ovviamente non va bene neanche l’opposto, cioè starci attaccati).

Stesso discorso per le braccia, che andrebbero tenute sempre a circa 90°. Il motivo è lo stesso: avere più grip e quindi più controllo su tutte le manovre senza sforzi inutili. Inoltre, gambe e braccia in questa posizione tolgono tensione alla colonna vertebrale. Il medesimo effetto lo si ottiene facendo aderire bene la schiena e le spalle al sedile e posizionando il polso al centro della parte superiore del volante. Questa è un’altra buona pratica da seguire. Per raggiungere questa posizione ci si può aiutare con l’inclinazione dello schienale.

Infine: le mani. Facendo finta che il volante sia il quadrante di un orologio, le mani vanno posizionate sul 9 (la sinistra) e sul 3 (la destra) altrimenti denominata posizione alle “9 e un quarto”. La ragione è sempre la stessa: questa impugnatura consente il miglior controllo della macchina evitando un continuo spostamento delle mani sul volante. Il che si traduce in performance migliori e maggior sicurezza.

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