Sovrasterzo, sottosterzo e controsterzo: controllare una supercar in curva

Sovrasterzo, sottosterzo e controsterzo: controllare una supercar in curva

Non bisogna confondere il sovrasterzo e il sottosterzo -due situazioni di potenziale pericolo che indicano un COMPORTAMENTO sbagliato del veicolo- con il controsterzo, una manovra di guida che serve invece proprio a recuperare il controllo dell’auto e a rimettersi nella traiettoria ideale. Vediamo insieme che cosa indica nello specifico ognuno dei tre termini tecnici.

Perché si può perdere la traiettoria ideale in curva e come recuperarla

La curva è ovviamente un momento determinante quando si guida in pista perché -tra le altre cose- aumenta il rischio che la macchina esca dalla traiettoria ideale. Quando tende ad allargare eccessivamente la traiettoria, IL COMPORTAMENTO dell’autoveicolo si indica come sottosterzo, DI FATTO STA AVVENENDO UNA PERDITA DI ADERENZA DEGLI PNEUMATICI ANTERIORI. Al contrario, quando la tendenza è quella di stringere eccessivamente la traiettoria, allora l’atteggiamento del veicolo si definisce sovrasterzo, IN QUESTO CASO DOVUTO ALLA MIA PERDITA DI ADERENZA DELL’ASSE POSTERIORE. Queste due situazioni di potenziale pericolo in curva, entrambe causate da una perdita di aderenza da parte degli pneumatici, non devono confondersi con il controsterzo, che è invece una manovra volontaria di guida che consente al pilota di recuperare la traiettoria in seguito a una sbandata.

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Sottosterzo: che cos’è e come si può correggere

Come segnalato sopra, il sottosterzo è essenzialmente una perdita di ADERENZA/controllo DELL’ASSE ANTERIORE quando si è in curva, con la macchina che tende ad andare verso l’esterno della carreggiata. Tecnicamente, questa situazione è dovuta a una perdita di aderenza dell’asse anteriore del veicolo, che ha come conseguenza l’eccessivo allargamento della curva. Quindi, se stiamo percorrendo una curva a sinistra, nel caso di una situazione di sottosterzo, l’automobile tenderà invece ad allargare verso destra, con l’evidente rischio di finire fuori pista.

La prima cosa da fare nelle situazioni di pericolo è mantenere la mente lucida per recuperare il controllo del veicolo. Tuttavia, la calma e la lucidità non bastano, occorre anche sapere come funziona un’automobile per tornare ad avere il controllo della situazione. In caso di sottosterzo, per esempio, è fondamentale sapere che la tecnica migliore per recuperare il carico -e quindi riprendere l’aderenza- sulle ruote anteriori, consiste nel lasciare il pedale del gas E RIDURRE DI QUALCHE GRADO LA STERZATA CHE NEL FRATTEMPO INVOLONTARIAMENTE ABBIAMO AUMENTATO PROPRIO PER EFFETTO DELLA TRAIETTORIA INDESIDERATA, per riacquistare la direzionalità del veicolo, di modo da recuperare l’aderenza.

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Il sovrasterzo: che cos’è e come riprendere il controllo del veicolo

In una situazione di sovrasterzo il veicolo tende invece a stringere eccessivamente la curva, di fatto sono gli pneumatici posteriori a perdere aderenza. GENERALMENTE per effetto di un’eccessiva accelerazione CON AUTO A TRAZIONE POSTERIORE, O da una frenata MENTRE STERZIAMO troppo bruscaMENTE.

Nel caso di un’accelerazione troppo forte, accade che la potenza del veicolo viene scaricata a terra, provocando così una perdita di aderenza delle ruote posteriori. Invece, anche se il risultato è lo stesso, una decelerazione eccessivamente brusca comporta un altro tipo di fenomeno. Non è più la forza motrice scaricata a terra a causare il sovrasterzo, ma lo spostamento della forza peso sulla parte anteriore del veicolo. Altra situazione ancora, infine, è quella relazionata a una frenata troppo brusca, in questo caso la parte posteriore dell’auto (anche perché più leggera) tende ovviamente a slittare verso l’esterno come conseguenza del cambio radicale di direzione, tanto più se non siamo perfettamente diritti con il volante.

Sia che derivi da una brusca frenata, da un’eccessiva sterzata o accelerazione, in ogni caso la manovra di guida più efficace per correggere il sovrasterzo è comunque il controsterzo.

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Il controsterzo: riprendere il controllo dell’auto in curva

Se le derapate sono diventate con gli anni un tratto distintivo di Valentino Rossi per la motoGP, i controsterzi di Senna o Schumacher (per restare in tempi moderni) difficilmente si scordano se si è un amante dei motori. Al di là della spettacolarità, questa manovra è anche funzionale a tenere il controllo del veicolo. L’obiettivo quando si effettua la manovra del controsterzo, infatti, è precisamente quello di interrompere LA SBANDATA e rivolgeNDO LE RUOTE anteriori nella direzione voluta CHE POI È QUELLA DEL NASTRO DI ASFALTO DELLA PISTA, recuperando così la traiettoria ideale in seguito alla sbandata. Ovviamente, è fondamentale in questo senso eseguire il controsterzo con le giuste tempistiche. ANCORA UNA VOLTA PER POTER ESEGUIRE BENE IL CONTROSTERZÒ, È FONDAMENTALE L’UTILIZZO DELLO SGUARDO AFFINCHÉ SI OTTENGA LA MASSIMA PRECISIONE NELL‘UTILIZZO DEL VOLANTE. ALTRETTANTO INDISPENSABILE UNA VOLTA CHE L’AUTO TERMINA DI SBANDARE, È IL RIALLINEAMENTO DELLE RUOTE ANTERIORI PER EVITARE CHE L’AUTO UNA VOLTA TORNATA DIRITTA PER IL CONTROSTERZÒ DATO, NON SBANDI REPENTINAMENTE INNESCANDO UN PERDITA DI CONTROLLO DAL LATO OPPOSTO PER EFFETTO DEL MANCATO RIALLINEAMENTO.

Durante le competizioni, i piloti possono utilizzare la tecnica della sbandata controllata per creare la situazione ottimale in cui “andare” di controsterzo, percorrendo così -con una forzatura voluta- tutta la curva in assetto sbandato. Ovviamente, è con le trazioni integrali -e specialmente con quelle posteriori- che si riescono ad effettuare le manovre più spettacolari.

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