La sicurezza nei motorsport, come è evoluta negli anni

La sicurezza nei motorsport, come è evoluta negli anni

Il motorsport ha in sé una naturale dose di pericolo, da sempre, impossibile negarlo. Tuttavia, negli ultimi decenni si sono fatti grandissimi passi in avanti in termini di sicurezza dei piloti e delle altre persone coinvolte, soprattutto nel mondo della Formula1, in cui lo sviluppo di una sempre maggiore sicurezza è un tema prioritario, che va di pari passo con il miglioramento delle performance.

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Rischi e pericoli nel motorsport

Il 23 ottobre scorso è stato il decimo anniversario dalla scomparsa di Sic, l’indimenticabile Marco Simoncelli, morto a seguito di un tragico incidente in Malesia. Esattamente un mese fa, il 25 settembre 2021, il motorsport ha pianto un altro pilota spagnolo Dean Berta Vinales deceduto a soli 15 anni in un drammatico incidente a Jerez, nella gara della Supersport 300.

Non è solo il motociclismo, però, a piangere giovani campioni. Nel mondo della Formula 1 sono stati 44 gli incidenti mortali nel corso della Storia. L’ultimo è stato quello che ha coinvolto Jules Bianchi, venuto a mancare il 5 ottobre 2014 nel circuito di Suzuka, durante il Gran Premio in Giappone.

Motorsport is dangerous”, si legge entrando nei paddock di Formula 1. Infatti, è fondamentale tenere sempre a mente che guidare un veicolo a velocità massima è sempre un rischio; l’attenzione va tenuta sempre altissima. Detto ciò, i passi in avanti fatti in termini di sicurezzanel mondo del motorsport e della Formula 1 sono giganteschi. Oggi, l’obiettivo non è solamente correre alla massima velocità, ma anche farlo con la massima sicurezza per piloti e addetti ai lavori.

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Senna e Ratzenberger, quel tragico weekend che ha cambiato per sempre la Formula 1

La sicurezza dei piloti non è stata sempre una priorità nel mondo della Formula 1. Anzi, per rendersi conto di quanto sia stato un aspetto a lungo trascurato basta fare affidamento alle foto storiche in cui si vedono piloti gareggiare con cuffie in testa o posizionarsi davanti all’asse anteriore per ridurre al minimo il peso. La prima cosa che va chiarita, dunque, è che la sicurezza è diventata una priorità per il sistema motorsport solamente negli ultimi decenni.

Ovviamente, un ruolo fondamentale lo ha ricoperto lo sviluppo della tecnologia, che ha consentito un progresso incredibile in questo campo. Tuttavia, c’è stato un altro elemento che è stato, se possibile, ancora più decisivo: l’impatto emozionale di alcuni tragici eventi. È il fattore emotivo, infatti, che ha smosso profondamente le coscienze, facendo sì che la sicurezza diventasse il primo tema in agenda.

In questo senso, il tragico weekend di Imola del ’94 con gli incidenti mortali in pista di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna ha segnato sicuramente un punto di non ritorno per il mondo della Formula 1. La comunità del motorsport è uscita cambiata da quegli avvenimenti. Inoltre, tutto il sistema ha cominciato a chiedere investimenti seri nell’ambito della sicurezza per i piloti, dagli sponsor alle televisioni, passando per i governi dei paesi che ospitano i circuiti.

Tutto questo ha fatto sì che si superasse una mentalità vecchia, che minimizzava il rischio e -soprattutto- considerava la morte un effetto collaterale “accettabile” per amore dello sport. A questo cambio di mentalità si è unito poi un altro fondamentale fattore, quello economico. Con l’inizio del ventunesimo secolo, i diritti televisivi e commerciali di tutte le categorie della FIA hanno consentito all’organizzazione di destinare ingenti fondi in tema di sicurezza. E i risultati si sono visti da subito.

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La sicurezza nella Formula 1 di oggi

Se è vero che il motorsport non sarà mai sicuro al 100%, è anche vero che il cambio di approccio nella FIA e gli investimenti realizzati hanno portato a risultati concreti e tangibili. L’ultimo grande risultato è il sistema Halo, introdotto nel 2018, che consiste essenzialmente in una barra curva posta a protezione della testa del pilota. Halo è già stato determinante in diversi incidenti, riducendo l’impatto dei colpi sui piloti ha evitato il peggio in più di un’occasione.

Il punto è che lo sviluppo della sicurezza viaggia oggi di pari passo con lo sviluppo delle performance. Si è intervenuto non solo sulle caratteristiche delle auto, ma anche sui dispositivi di protezione (casco e tuta), sulle vie di fuga dei circuiti e sulla specializzazione dei team medici nelle piste di Formula1. La sottovalutazione dei rischi nell’attuale mondo della Formula 1 non esiste più.

Tutto questo ha ovviamente un impatto positivo in tema di sicurezza stradale generale. Infatti, “il travaso di conoscenza” tra mondo del motorsport e sicurezza stradale ha consentito giganteschi passi in avanti per combattere rischi e pericoli collegati agli incidenti a tutti i livelli.

Ovviamente, è ancora possibile migliorare il sistema di sicurezza della Formula 1 e del motorsport in generale, lo dimostrano anche i tragici avvenimenti degli ultimi anni. Tuttavia, il dipartimento di sicurezza della FIA è oggi una realtà ben finanziata, con tantissimi progetti di ricerca e sviluppo che puntano a nuovi passi in avanti per il futuro prossimo.

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