Donne nel motorsport: cosa sta cambiando?

Donne nel motorsport: cosa sta cambiando?

Il mondo dei motori è stato per troppo tempo uno sport solamente per uomini. Non solo pregiudizi e stereotipi, ma anche barriere economiche hanno storicamente limitato il protagonismo femminile ai livelli più alti del motorsport. Oggi, però, qualcosa sta cambiando e la W Series, un nuovo campionato tutto al femminile, sembra poter dare una svolta veramente significativa.

Il gender gap nei motori

Non solo “ombrelline”, negli ultimi anni le donne stanno conquistando nuovi e importanti spazi nel mondo professionistico dei motori, sia come pilote che come ingegnere e in altri importanti ruoli nei team automobilistici. Infatti, così come sta accadendo nel mondo del cinema, della politica, o dell’arte, il protagonismo femminile sta crescendo e porta con sé una vitalità nuova, capace di rigenerare e attirare nuovo pubblico e interesse. In particolare, gli anni passati hanno segnato un’evoluzione femminile dello sport in generale.

Nel mondo dei motori, però, il gender gap è particolarmente forte, inutile nasconderlo. Basti pensare ai numerosi stereotipi e pregiudizi che vedono la donna come un pericolo alla guida o, nel migliore dei casi, come inferiore all’uomo in quanto a sicurezza al volante.

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Women in Motorsport, la commissione della FIA

Per l’ex pilota di Formula E Katherine Legge, tuttavia, “nei prossimi 10 anni la partecipazione delle donne nel motorsport è destinata ad esplodere”. D’altronde, il cambiamento ha preso un’accelerazione dal 2009, anno in cui è stata formalizzata la creazione di una specifica commissione della FIA Women in Motorsport (Wim) con l’obiettivo di aumentare le opportunità femminili nel motorsport.

Il lavoro della Wim consiste essenzialmente nella cooperazione con commissioni satellite della Formula 1 per dare la possibilità alle donne di mostrare il loro talento in tutti gli ambiti del mondo motoristico, anche ai vertici. In questo senso, un obiettivo molto importante è stato raggiunto nella Formula E. Infatti, nell’apertura della stagione 2018/2019 ospitata dall’Arabia Saudita, sono state addirittura nove le donne pilota che hanno svolto i due giorni di test. Tra queste, anche la stessa Katherine Legge, insieme all’Ambassador della Wim Tatiana Calderón e a Jamie Chadwick, la poco più che ventenne pilota britannica che, dopo aver vinto Campionato Britannico GT, ha conquistato le prime due edizioni della W Series.

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La W Series, la nuova Formula 1 al femminile

Se la fondazione della Wim nel 2009 ha significato un passo in avanti fondamentale, forse la svolta vera e propria per il protagonismo femminile nel motorsport è arrivata due anni fa, il 10 ottobre del 2018, con la presentazione ufficiale del campionato femminile a ruote scoperte W Series. La serie è infatti pensata appositamente per promuovere pari opportunità per le donne ed eliminare le barriere finanziarie che storicamente hanno impedito loro di arrivare ai livelli più alti del motorsport. 

Dopo la prima edizione del 2018-2019 e lo stop forzato dalla pandemia, lo scorso 24 ottobre si è conclusa la seconda edizione, che (come accennato sopra) ha visto ancora una volta la giovane Jamie Chadwick aggiudicarsi la vittoria, staccando di 27 punti l’altra pilota britannica Alice Powell, con la finlandese Emma Kimilainen a chiudere il podioal terzo posto.  

Uno degli aspetti sportivi più caratterizzanti e interessanti della W Series è la scelta degli organizzatori di costruire un campionato monomarca. Infatti, tutte le pilote gareggiano con la stessa vettura, una Tatuus F3 T-318, quindi il risultato finale dipende solamente dalle capacità tecniche e dalla qualità al volante delle partecipanti.

La mission della W Series è “semplicemente” quella di costruire il campionato femminile più popolare e seguito al mondo, per arrivare al 2030 (data stabilita dalle Nazioni Unite come deadline per superare il gender gap) con una potente piattaforma sportiva capace di ispirare e promuovere protagonismo femminile in tutto il mondo. Insomma, un progetto veramente dirompente che già quest’anno ha ampliato fortemente l’offerta di qualità per il pubblico della Formula, ma che nei prossimi anni è destinato ancora a crescere molto e a far parlare di sé.

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